Paolino Parzani da Adro. Un uomo, la sua passione, una storia da raccontare.

Volti Franciacortini.

Il Signor Paolino Parzani e la sua Legnano del 1954
Il Signor Paolino Parzani e la sua Legnano del 1954

“Pronto, casa Parzani? Potrei parlare con il signor Paolino?”. Inizia così la storia del mio incontro con il primo volto franciacortino, un uomo d’altri tempi che continua a pedalare, unendo la passione per la bicicletta alla trasmissione dei suoi valori e ideali. Avevo sentito parlare di lui da mia sorella e mio cognato, che l’hanno incontrato sopra passo Tre Termini a Polaveno. Erano rimasti profondamente colpiti dalla sua prestanza atletica e dalla sua bicicletta. Successivamente, ho letto articoli che parlavano delle sue imprese, in particolare di quando nel 2011, all’età di 72 anni, ha percorso Adro-Strasburgo-Adro, ben 1400 km, per portare l’attenzione del Parlamento Europeo sulla condizione di inquinamento del fiume Oglio tra Capriolo e Palazzolo. Paolino Parzani ha ascoltato il mio progetto e con immensa generosità mi ha accolto in casa sua e ha voluto condividere la sua storia.

Data incontro: Lunedì 30 giugno 2025

Franciacortino di Adro.
La passione si accende nel 1954.
Attualmente in attività.
Strada preferita: da Adro a Pilzone passando da Cortefranca e Provaglio d’Iseo.
Bici preferita: Bici da corsa, l’unica e insostituibile, la sua Legnano del 1954.

L’uomo, la passione, la storia.

La sua sala da pranzo è una grande stanza con le pareti cariche di storia. Le numerose fotografie incorniciate raccontano di lui, della sua famiglia e della passione per la bicicletta, nata sin dai tempi dell’asilo. Classe 1939, a cinque anni pedalava già sulla bicicletta del padre, senza bisogno delle rotelle di sostegno. In una delle fotografie è ritratto all’età di nove anni, su una bicicletta da donna, con una gerla più grande di lui sulle spalle. Durante l’estate faceva il garzone presso un fornaio della zona: dalle tre alle sei del mattino preparava il pane, poi partiva per le consegne percorrendo trenta chilometri al giorno lungo le strade dei paesi circostanti. La bicicletta da donna gli permetteva di salire e scendere più comodamente; la posizione era sbilanciata in avanti per poter appoggiare il pesante carico su un pezzo di sella. Raccontandomi del suo periodo da agonista, il signor Paolino dice:

«La mia specialità era la forza che sviluppavo in salita e nelle volate. Quando mi ruppi la gamba, ero già qualificato per il campionato su pista, nel chilometro lanciato. Tutto nasceva dall’attività con la gerla: quella fatica mi aveva temprato.»

Il signor Parzani è stato corridore dal 1954 al 1958:

«Sono partito esordiente e sono arrivato nei dilettanti. Ho partecipato a campionati nazionali, due in linea e due a cronometro a squadre. La bicicletta come la mia è stata usata anche da Bartali nel suo ultimo Giro d’Italia, perché Bartali correva con la Legnano…»

Ecco, appunto, la sua bicicletta: una Legnano del 1954, molto più di un semplice mezzo di trasporto. Una fedele compagna di avventure, rimasta sempre con lui anche quando dovette interrompere l’attività sportiva per aiutare nell’attività di famiglia e, in seguito, mettersi in proprio come autotrasportatore. In quel periodo, infatti, continuava a pedalare nel fine settimana. Perché una passione come la sua non finisce mai.

1958 – Il Signor Paolino Parzani con la sua Legnano da agonista nel Pedale Bresciano U.S.C.
2011 – Paolino Parzani sul passo del Bernina.

Paolino Parzani, che da ragazzo ha sfiorato il professionismo sulle due ruote, ha raggiunto la notorietà per le sue imprese ciclistiche in età adulta.
Sindaco di Adro per tre mandati, dal 1980 al 2004, ha sempre cercato di trasmettere un messaggio attraverso ogni sua impresa. 
Fu così anche nel 2011 quando, come già accennato, pedalò per ben 1.400 chilometri per riportare l’attenzione sulla presenza di metalli pesanti lungo le sponde e sul fondo del fiume Oglio.
In quell’occasione, intervistato dall’emittente locale Teletutto, raccontò di aver trovato, in un momento di difficoltà, l’aiuto provvidenziale di un italiano residente in Francia.

«devo dire che gli italiani all’estero fanno molto onore agli italiani. Purtroppo gli italiani qui sono un po’ diversi, ma anche qui c’è della brava gente e anche dei lavoratori. Speriamo che questa mia esperienza richiami un po’ l’attenzione di questa nostra Italia alla quale io voglio molto bene”»

Il 3 febbraio 2021, Paolino Parzani ha deciso di scalare il Passo del Tonale innevato in segno di protesta contro la decisione dell’allora amministrazione comunale di Adro, di rifiutare la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre, proposta dalla sezione locale dell’ANPI. Per affrontare quella salita in condizioni proibitive, aveva riadattato personalmente delle catene da auto, montandole sulle ruote della sua bicicletta. Un gesto simbolico e concreto, come nel suo stile. 
Figlio di un padre partigiano e nipote di un soldato internato al ritorno dalla campagna di Russia per aver rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò, Parzani porta avanti con convinzione la memoria storica.

«Con il cambio della giunta comunale l’ANPI ha di nuovo proposto il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Segre chiedendo anche la revoca della cittadinanza a Mussolini. Anche queste richieste non sono state accolte è ciò mi delude molto.»*

Ecco perché anche quest’anno Paolino Parzani si è posto due obiettivi speciali: il 10 settembre, giorno del compleanno della senatrice Segre, scalerà il passo dello Spluga. Il giorno successivo spegnerà invece le sue 86 candeline sul passo del Foscagno, dopo averlo raggiunto in sella alla sua inseparabile Legnano. Il dislivello complessivo dei due passi alpini sfiora i 3000 metri.


Mete come quelle scelte dal Parzani non si raggiungono certo senza un adeguato allenamento. Ecco allora che il signor Paolino compie due uscite a settimana, per un totale di circa 100 chilometri.
Quando, curioso, gli chiedo quale sia la sua strada preferita in Franciacorta, lui risponde senza esitazione:

«l’itinerario è sempre quello. Da Adro a Pilzone – a volte proseguendo anche oltre – passando da Cortefranca sino alla chiesa di Timoline, per poi da lì imboccare via Stazione in direzione di Provaglio. Da lì si scende dal monastero fino ai paesi sul lago.»

Con l’arrivo della primavera, però, la preparazione si fa più mirata alla montagna: da Iseo prende la strada che porta a Polaveno e risale fino al Passo Tre Termini. Una salita di 8,4 chilometri con una pendenza media del 6,6%, ma con tratti che arrivano al 10%.
L’unica sua preoccupazione è il traffico veicolare, che negli ultimi anni si è intensificato notevolmente, facendolo sentire a tratti poco sicuro.
Quando mi confida questo, ne approfitto per interrogarlo su un tema che mi sta a cuore e che vorrei trasmettere con questo progetto editoriale: il rispetto.

«Ormai esco sempre da solo, perché uscire in gruppo mi fa paura. Temo che i miei riflessi non siano più quelli di una volta, e non mi sentirei sicuro.»

Per poi aggiungere da vero esperto della strada:

«Capita di incontrare ciclisti professionisti in allenamento sulle nostre strade. Se ci si fa caso, procedono sempre in fila: sono affiancati solo per pochi secondi, quando si danno il cambio alla testa del gruppo. Quello è il modo corretto di pedalare. Chi ha poca esperienza, invece, spesso viaggia in file da due, a volte anche da tre. Non va bene. È una questione di disciplina. Le cattive abitudini, una volta prese, sono difficili da abbandonare»

In questo frangente emerge con chiarezza un’attenzione costante alla sicurezza e un’idea di rispetto inteso prima di tutto come valore da applicare a se stessi, prima ancora che da pretendere dagli altri. Un principio semplice, ma potente: se ciascuno lo adottasse davvero, le strade della Franciacorta sarebbero non solo più sicure, ma anche ancora più belle da vivere.prima ancora che da pretendere dagli altri.

* Lunedì 7 luglio 2025, ovvero una settimana dopo il mio incontro con Paolino Parzani, il consiglio comunale di Adro ha revocato la cittadinanza a Benito Mussolini.

Claudio Pelucco
Fondatore di Franciacortino
Racconto la Franciacorta in bici, pedalando lentamente tra storie, strade e dettagli.

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FRANCIACORTINO