Linda Peli da Gussago – La bicicletta come libertà inclusione e movimento.
Volti franciacortini.

L’incontro
Alzi la mano chi, tra voi utenti social, non ha almeno un contatto che non ha mai incontrato di persona e di cui non ricorda neppure l’occasione della conoscenza reciproca.
Ecco, fino a poco tempo fa, Linda Peli era per me uno di questi contatti. Sapevo però della sua passione per la bicicletta e della sua abitudine a usarla per andare al lavoro. Così ho deciso di contattarla, curioso di conoscere le esperienze e i punti di vista di chi pedala ogni giorno per gli spostamenti quotidiani.
Da questo incontro ho ricevuto molto più di quanto mi aspettassi: Linda mi ha accolto nella sua Gussago e mi ha accompagnato in bici fino alla Santissima, un luogo meraviglioso dove, incredibilmente, non ero mai passato. Un posto speciale di cui sono certo vi parlerò ancora nei prossimi mesi.
Il giro alla Santissima con Linda.
Il ritrovo è fissato alle 15:30 in piazza a Gussago. Linda arriva sorridente, in sella alla sua e-bike. Ha scelto la pedalata assistita a causa di una caviglia dolorante, a seguito di un recente infortunio, ma non vuole mancare all’impegno preso. Dopo le presentazioni, mi mostra la mappa esposta ai piedi di via Santissima: il nostro percorso prevede un giro attorno alla collina, la salita fino all’ex convento per ammirarlo da vicino e infine una discesa su un divertente single track.
Arrivati in cima, Linda mi confida di essere molto legata alla Santissima anche perché suo padre, muratore in pensione, ha contribuito con il suo lavoro da volontario alla sua ristrutturazione, occupandosi in prima persona dei muretti a secco. Dopo esserci fermati, le propongo due chiacchiere sulla sua passione per la bicicletta. Ci sediamo sul prato, all’ombra di un albero, e lei, con un po’ di esitazione, mi chiede: “Ma sei proprio sicuro di voler intervistare me?”. Eppure, da quella conversazione emergono spunti preziosi che cercherò di raccontarvi al meglio.
Data incontro: Mercoledì 13 agosto 2025
Sin dall’inizio, Linda mi ha detto che le tematiche a lei più care sono la bicicletta, l’accessibilità e la pratica del “bike to work”. Questi aspetti si delineano con più chiarezza nel corso della conversazione, unitamente al suo profilo professionale: la mia interlocutrice è un’esperta del movimento umano che promuove il benessere psicofisico delle persone.
«Sono una chinesiogola specializzata nel clinico. Lavoro in ospedale e sul territorio. Per la maggior parte del tempo sono attiva nella ricerca in ospedale, più precisamente nell’oncologia pediatrica. Studio quindi l’effetto dell’esercizio fisico durante le cure chemioterapiche del bambino. La mia vita è dedicata a far capire agli altri quanto sia importante il movimento, non come performance, gara o competizione, ma semplicemente per la salute del corpo, perché siamo nati per muoverci.»
Dalle sue parole traspare una passione profonda per la professione, che unisce scienza, movimento e relazione umana.
«È un campo bellissimo, che ho voluto portare anche sul territorio tramite un’associazione che offre attività fisica adattata alle persone con diverse patologie, rivolgendosi sia agli adulti che ai bambini.»
L’associazione si chiama MOV e ha sede a Gussago. Linda, che la presiede, me ne racconta le attività, soffermandosi su quella che del tutto correttamente ritiene più significativa per Franciacortino:
«L’altra pratica che forse ti interessa di più è una base di schemi motori per bambini con fragilità o disabilità. Insegnamo ai bambini ad andare in bicicletta.» […] «può essere dato per scontato ma, quando un bambino ha alcune difficoltà in più, non c’è nessuno che aiuti i genitori e lo incentivi ad andare in bicicletta.» […] «la bicicletta in sé si associa a uno schema motorio che permette, non solo di imparare a gestire il pericolo, ma anche di acquisire autonomia. Forse da adulto il bambino con difficoltà non potrà guidare un’auto ma se impara a pedalare sin da piccolo, grazie alla bicicletta, potrà comunque essere autonomo. Si tratta inoltra di una questione di salute perché la pedalata è comunque un’attività aerobica e di rinforzo degli arti inferiori. L’equilibrio, gli schemi motori crociati, sono tante le dinamiche all’interno dello schema della pedalata.»

Nel 2021 l’associazione Facciamo Centro in collaborazione con MOV e Pedalabile, ha promosso una raccolta fondi che ha permesso l’acquisto di un tandem affiancato elettrico Fun2go. Questo speciale mezzo consente di vivere una pedalata inclusiva. È a disposizione di tutti, gratuitamente, previa prenotazione presso il centro sportivo Corcione di Gussago.
Proseguendo il racconto, Linda mi spiega che dal 2020 utilizza la bicicletta per i suoi spostamenti quotidiani. La scelta è nata quando il Comune di Gussago ha avviato un programma di incentivi per promuovere l’acquisto e l’uso delle due ruote come mezzo sostenibile.
«Oltre a sostenere l’acquisto, il Comune voleva evitare che le biciclette restassero a impolverarsi nei garage. Per questo ha introdotto un rimborso chilometrico: 25 centesimi per ogni chilometro percorso in bicicletta per recarsi al lavoro o a scuola, fino a un massimo di 50 euro al mese. L’iniziativa è stata resa possibile destinando parte dei fondi a una convenzione con una piattaforma digitale, che permette ai cittadini di registrare e certificare i chilometri percorsi.»
Linda, entusiasta di questo progetto attivo ormai da cinque anni, racconta che la piattaforma si è rivelata attenta anche a chi, come lei, lavora come libera professionista e si muove in località diverse.

“Occhi gambe e pensiero libero”
Le informazioni raccolte sono già preziose, ma la mia curiosità mi spinge a indagare l’origine della sua passione per la bicicletta. La risposta mi sorprende e diverte.
«La mia passione è nata nel maggio 2012. Sono un’alpina e quel giorno mi trovavo sul treno da Merano a Bolzano, diretta all’adunata nazionale. Ad un certo punto dissi ai miei compagni: “l’anno prossimo a Piacenza ci andiamo in bici”. Loro accettarono e io non amo tirarmi indietro. A quel tempo non pedalavo: facevo giusto qualche corsa, ma da quel momento iniziai ad allenarmi per mantenere la promessa. Da allora, ogni anno raggiungo in bicicletta il luogo dell’adunata».
Sorride ricordando la prima uscita:
«Da Gussago arrivai fino a Iseo, lungo la Brescia-Paratico: 17 chilometri che a me sembravano un’impresa. Ancora oggi è la strada che porto nel cuore, quella che scelgo quando sento il bisogno di staccare e liberare la mente».
Con il tempo Linda ha provato anche qualche granfondo e altre competizioni, ma ha capito che l’aspetto agonistico non le appartiene. Per lei la bicicletta è soprattutto sinonimo di libertà:
«Il viaggio in bici è la mia vacanza ideale.»
Ogni anno si concede almeno due o tre viaggi in sella.
«Quest’anno sono stata in Friuli, attraversandolo da est a ovest. Di solito raggiungo la meta che desidero e poi la esploro in bici; in base al tempo disponibile decido se rientrare pedalando o prendere il treno. Per me la vacanza è questa: partire da casa in bicicletta, viaggiare leggera e sentirmi libera.»
Approfittando della sua esperienza, le chiedo un’opinione sulle piste ciclabili. La sua risposta è lucida e diretta:
«Ci sono due aspetti che vorrei migliorassero. Il primo è l’accessibilità: spesso chi progetta le piste non le ha mai percorse davvero. Cambia molto se le affronti con una bici da corsa, una mountain bike o una carrozzina. Il secondo è culturale: sulle strade serve educazione e rispetto reciproco. Potremmo guardare al Nord Europa, dove ogni utente della strada ha il suo spazio e le regole vengono rispettate.»
L’incontro con Linda mi lascia molto più di una semplice pedalata. Mi restituisce la visione della bicicletta come strumento di salute, inclusione e comunità: non solo un mezzo di trasporto, ma anche occasione per riscoprire il territorio, stringere legami e ricordarci che il movimento è parte essenziale della vita. La sua storia è un invito a ripensare le nostre città e il nostro tempo: meno statici, più in movimento, più attenti agli altri. In una parola, più umani.
Claudio Pelucco
Fondatore di Franciacortino
Racconto la Franciacorta in bici, pedalando lentamente tra storie, strade e dettagli.
