Test dell’anello che non dovrete mai più chiamare “Piccolo”
Itinerari in Franciacorta

La scheda
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Parcheggi consigliati: Cazzago San Martino, Via Giuseppe Verdi.
- In treno (Linea Brescia-Iseo-Edolo): scendere direttamente alla stazione di Bornato-Calino. Per pianificare il viaggio e verificare la disponibilità del trasporto bici, consulta gli orari ufficiali sul sito di Trenord.
- In auto da Milano / Bergamo (A4): uscire a Rovato → prendere la SP18 in direzione Bornato / Cazzago San Martino → seguire i cartelli stradali verso la stazione ferroviaria.
- In auto da Brescia: imboccare la SP510 in direzione Iseo → uscire a Passirano / Cazzago → proseguire verso Bornato centro e seguire le indicazioni per la stazione.
L’esperienza
Nei mesi scorsi, l’associazione di comuni Terra della Franciacorta ha presentato due nuovi itinerari cicloturistici. Nell’ambito del progetto finanziato da Regione Lombardia, denominato “Franciacorta Cycling – anfiteatro sul lago d’Iseo”, i comuni del territorio hanno inoltre installato trenta colonnine multifunzione, dotate sia di utensili per la riparazione delle biciclette sia di prese di ricarica per e-bike e smartphone.
Franciacortino intende contribuire a diffondere informazioni utili a tutti gli amanti delle due ruote che vivono, soggiornano o sono semplicemente di passaggio in Franciacorta. Ecco perché ho deciso di testare in prima persona questi due nuovi percorsi, disponibili sul sito visitfranciacorta.info e sul relativo profilo Komoot. Proprio partendo dal portale ufficiale, ho raggiunto la pagina Komoot di Terra della Franciacorta e ho scaricato la traccia originale dell’Anello Piccolo, l’itinerario di cui vi parlerò oggi.
Il tracciato si sviluppa per quasi 30 km toccando sette comuni, con un ottimo mix di strada asfaltata e sterrato.
Il giro
L’itinerario parte proprio dalla stazione di Bornato-Calino, sulla linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo, una delle sette fermate che servono il territorio franciacortino. Nel parcheggio si incontra subito una colonnina multiutensile della “Ciclovia della cultura“, ottima per un rapido controllo alla bicicletta prima di partire.
La pedalata comincia svoltando a destra in direzione di Calino, frazione di Cazzago San Martino. Dopo pochi metri su asfalto, si imbocca la pista ciclabile che costeggia la carreggiata e accompagna fino al cimitero. Superato il camposanto, si devia sullo sterrato verso la chiesa affrontando il primo, breve strappo in salita, ampiamente ripagato da una splendida vista sui vigneti e sulle dimore storiche della zona.
Tornati su strada asfaltata, si costeggia la parrocchiale di San Michele Arcangelo e si gira a destra in località Fontanone; questa via secondaria sterrata immette poi sulla principale Via Papa Paolo VI. Si tiene la destra per poche centinaia di metri e si svolta a sinistra all’altezza dell’imponente edificio postale, davanti al quale è posizionata un’altra colonnina multiutensile, stavolta del progetto Franciacorta Cycling.
Poco più avanti, la traccia fa girare a destra in via Rotonda, introducendo alla spettacolare località Boschi. Qui l’asfalto si stringe a una sola carreggiata e prosegue sinuoso, regalando un piacevole saliscendi immerso tra vigneti e piccoli boschi. Da questo punto il giro punta verso Torbiato di Adro, raggiungibile attraverso uno sterrato che scavalca, grazie a un ponte, la strada provinciale XI tra Iseo e Rovato.


Proseguendo, la strada comincia a salire e lo sterrato sconnesso lascia spazio all’asfalto in uno dei punti più incantevoli di tutta la Franciacorta. Ci si trova tra via Lovera e via Bellavista, al confine tra i comuni di Adro ed Erbusco, un tratto che regala uno scorcio da vera cartolina. Oltre ai filari geometrici, ai muretti a secco e alle dimore storiche, da qui si gode di una splendida vista panoramica che spazia fino al Lago d’Iseo e al Monte Guglielmo. La salita costringe a rallentare il ritmo, ma la fatica è ampiamente ripagata dal paesaggio.
Via Bellavista conduce fino alla sommità della collina, per poi scendere in direzione del Santuario della Madonna della Neve, situato poco più in basso sulla destra di via Torbiato. In questa fase del percorso si prosegue dritti, superando due rotonde; alla terza si tiene la destra per imboccare via Serrandina, che si trova proprio di fronte poco più avanti. Da qui in poi la traccia costeggia l’abitato di Adro e porta fino alle pendici del Monte Alto, conducendo in via Cave, che proietta nuovamente tra i vigneti in direzione di Nigoline di Corte Franca.
Il tratto nel territorio di Corte Franca ricalca l’itinerario “Verde – Percorso Brut” già raccontato in precedenza: scendendo dall’acciottolata via Sant’Eufemia, a fianco di Palazzo Monti, si svolta due volte a sinistra attraversando la frazione di Nigoline in direzione di Colombaro. Una volta usciti da quest’ultimo borgo, il giro prosegue verso Clusane d’Iseo.
Si arriva a Clusane da via Luigi di Bernardo, passando di fianco alla chiesa parrocchiale e portandosi allo stop che si affaccia sulla trafficata SP12; qui si svolta a sinistra in direzione Sarnico. Subito dopo il semaforo, una serie di tre svolte consecutive a destra conduce sul lungolago Capponi: si imboccano prima via Carlo Lanza, poi via Sebina e infine via San Rocco, che si apre direttamente sullo splendido scenario lacustre. Si può percorrere la passeggiata fino in fondo, lasciando spaziare la vista dalle imbarcazioni ormeggiate nel porto alla sponda bergamasca, spingendo lo sguardo più in là fino a scorgere Monte Isola e la piccola isola di San Paolo.
Al termine di questa spettacolare deviazione, si gira ancora a destra in un vicolo che riporta sulla strada provinciale SP12. Il consiglio qui è di non attraversarla subito, ma di svoltare a sinistra per immettersi agilmente sulla pista ciclabile in direzione Iseo. Alla fine della ciclabile, conviene scendere per un istante dalla sella e sfruttare il pratico attraversamento pedonale, che permette di invertire in sicurezza il senso di marcia e imboccare la salita verso la frazione di Cremignane. In cima allo strappo, sulla destra della strada, si incontra un parcheggio alberato: un comodo punto di sosta dotato di fontanella d’acqua e due tavoli posizionati all’ombra delle fronde.
In uscita dall’abitato di Cremignane ci si trova nuovamente a dover fare i conti con l’attraversamento di una provinciale ad alta percorrenza. Anche in questo caso è opportuno fare una piccola deviazione, prendendo il percorso ciclabile a destra della carreggiata per utilizzare l’apposito passaggio ciclopedonale. Da qui il giro prosegue sulla perpendicolare via Segaboli, che riconduce nel territorio di Corte Franca; si passa dietro al centro commerciale Le Torbiere – all’interno del cui parcheggio si trova un’altra colonnina del progetto Franciacorta Cycling – per poi addentrarsi sullo sterrato che si snoda tra i vigneti attorno alla Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino.
In questo specifico tratto potrebbe farsi sentire la mancanza di una segnaletica verticale, poiché i sentieri sterrati tendono a dividersi e non è sempre immediato seguire la traccia GPS. L’invito al cicloturista, però, è quello di non preoccuparsi troppo di rimanere al millimetro sul percorso esatto: conviene lasciarsi cullare dalla bellezza della natura circostante e assecondare la strada con fluidità, certi che mantenendo la direzione sarà facile riprendere la traccia poco più avanti.


Uscendo dallo sterrato, infatti, ci si trova ad attraversare ancora una volta la strada asfaltata per imboccare la perpendicolare via San Carlo; questa via si dirige verso Provaglio d’Iseo, regalando una splendida vista panoramica sulla riserva naturale. L’ingresso nel territorio di Provaglio avviene superando il passaggio a livello posto di fianco alla stazione ferroviaria. Subito dopo l’incrocio, conviene attraversare la strada per immettersi sulla pista ciclabile che conduce verso il centro.
Superato il cimitero, ci si trova ad affrontare l’ultima salita del giro: quella che da Provaglio d’Iseo sale a Monterotondo attraverso la rurale via Gremoni. La strada prosegue in pendenza per poco più di due chilometri ma, anche in questo caso, la bellezza del paesaggio circostante contribuisce a lenire la fatica.
Non appena la strada comincia a scendere, l’obiettivo è ormai vicino. Gli ultimi quattro chilometri, infatti, riportano a Bornato di Cazzago San Martino, costeggiando il monte tra Passirano e Monterotondo. Gli ultimi metri dell’anello regalano infine un suggestivo passaggio nel centro storico di Bornato, lungo via Castello, dominata dall’imponente profilo del Castello di Bornato, una splendida villa rinascimentale racchiusa tra antiche mura medievali che chiude degnamente questa pedalata in Franciacorta.
Consiglio questo giro a tutti: per me rappresenta il giusto mix tra relax, divertimento e fatica. È un itinerario alla portata di tutti, ma che metterà sicuramente alla prova i neofiti o chi non ha un allenamento specifico alle spalle. Al tempo stesso, saprà donare scorci inediti persino a chi abita nei paesi attraversati. Trovo che sia un percorso talmente bello che il nome di “Anello Piccolo” gli sta quasi stretto: se dovessi ribattezzarlo, lo chiamerei sicuramente “Il Classico”.
Se dovessi suggerire all’associazione Terra della Franciacorta uno spunto per migliorarlo, proporrei senz’altro l’aggiunta di una segnaletica verticale, che aiuterebbe molto soprattutto in alcuni passaggi sullo sterrato. Ora non vedo l’ora di provare anche l’Anello Grande: presto troverete su questo sito la mia recensione.
Fondatore di Franciacortino
Racconto la Franciacorta in bici, pedalando lentamente tra storie, strade e dettagli.