Dalla Stella all’Abbazia di Rodengo Saiano: il racconto della tappa.

Franciacortino passa da qui!

Bicicletta da corsa Colnago bianca e nera parcheggiata sul piazzale antistante
Una sosta in bicicletta davanti allo storico complesso dell’Abbazia Olivetana di San Nicola di Rodengo Saiano.

In sintesi

Dopo una salita impegnativa segue sempre una discesa rigenerante. Il sesto tratto dell’itinerario cicloturistico nel cuore della Franciacorta non si sottrae a questa “regola”. Dal Santuario della Madonna della Stella si raggiunge l’Abbazia Olivetana di San Nicola, a Rodengo Saiano, un gioiello di storia, arte e spiritualità.
Fondata dai monaci cluniacensi nell’XI secolo, l’abbazia passò agli Olivetani nel 1446, che ne avviarono la ricostruzione. Dopo la soppressione napoleonica del 1797 e oltre un secolo di declino, i monaci tornarono nel 1969, dando inizio al recupero del complesso, ancora oggi sede di una comunità monastica e luogo di preghiera, accoglienza e cultura.

La scheda:

Coordinate: 45.58965° N, 10.11128° E.
Epoca di costruzione: XI secolo.
Stato attuale: Abbazia olivetana e parrocchia.
Parcheggio consigliato sul Franciacortino: Rodengo Saiano, Via Colombaia.
Strada : Via Brescia (Rodengo Saiano).
Percorribilità: Mtb, Gravel, E-bike, Bdc.

Dal Santuario all’Abbazia

Il sesto tratto dell’itinerario attraversa Cellatica, Gussago e Rodengo Saiano, estendendosi per circa 7,5 km in discesa dal Santuario Madonna della Stella. Il primo chilometro dopo il luogo di culto richiede una guida attenta, con le mani pronte a usare i freni. La discesa inizia tortuosa lungo via Stella, per poi farsi più lineare su via Forcella verso il centro di Gussago; superato questo, si prosegue verso Ronco, frazione nota per la tradizione ciclistica celebrata da “Il Giro”, la scultura che accoglie i visitatori dalla rotonda posta all’ingresso del paese. Per raggiungere la meta di questa tappa occorre proseguire diritti attraversando Padergnone, frazione di Rodengo Saiano nota sin dal 1142, e superare tre rotonde: alla prima si svolta a sinistra su via Brescia, mentre le altre due vanno superate mantenendo la direzione sino all’Abbazia, che si trova alla sinistra della strada. 

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Vista panoramica sulle colline della Franciacorta con la Santissima e il Santuario della Madonna della Stella, incorniciata dai rami dei pini dell'Abbazia di Rodengo Saiano.
Scorcio sulle colline di Gussago con la Santissima e la Madonna della Stella, scattato dalla finestra dell’area riserva alle celle dei monaci nell’Abbazia Olivetana di San Nicola a Rodengo Saiano.

Dove la storia incontra la spiritualità

Nel cuore della Franciacorta, a Rodengo Saiano, sorge l’Abbazia Olivetana di San Nicola, uno dei complessi monastici più importanti dal punto di vista storico e artistico della Lombardia. Le origini del luogo sono ancora più antiche del monastero stesso: l’area era infatti interessata da vie di comunicazione già in epoca romana, quando gli incroci stradali rappresentavano punti strategici per gli spostamenti e gli scambi. Fu però nell’XI secolo che i monaci benedettini della congregazione cluniacense fondarono qui un monastero destinato a diventare un punto di riferimento religioso ed economico per il territorio.
La storia dell’abbazia attraversa secoli di trasformazioni. Nel 1446, per volontà di papa Eugenio IV, il complesso venne affidato ai monaci olivetani, che avviarono un importante progetto di ricostruzione e ampliamento. Tra il Quattrocento e il Settecento, gli edifici si arricchirono progressivamente di chiostri e ambienti conventuali, dando vita a un insieme architettonico di straordinario valore. Il monastero fu soppresso nel 1797 durante l’epoca napoleonica e conobbe un lungo periodo di declino, fino al ritorno dei monaci olivetani nel 1969, quando ebbe inizio una nuova stagione di recupero e valorizzazione.

Oltre alla sua storia, l’abbazia conserva un patrimonio artistico di notevole valore. Le sale e i chiostri ospitano opere di maestri bresciani di rilievo, come Romanino, Moretto e Lattanzio Gambara. Tra gli spazi più suggestivi spiccano il Chiostro Grande, con il suo porticato rinascimentale, e il Chiostro della Cisterna, arricchito da un antico pozzo e da meridiane del Seicento. Di particolare interesse è il ciclo di affreschi di Lattanzio Gambara sulle Visioni dell’Apocalisse, realizzato nel Cinquecento nell’antirefettorio e nel refettorio. 

Oggi l’Abbazia Olivetana di San Nicola ospita ancora una comunità monastica, che ne tutela la vocazione spirituale e ne mantiene viva la tradizione. È un luogo in cui arte, storia e raccoglimento si intrecciano, offrendo a chi attraversa la Franciacorta l’occasione di una sosta che va oltre la semplice scoperta del paesaggio. In questa tappa del nostro viaggio, la pedalata si trasforma in riflessione introspettiva su come la bellezza e la memoria storica possano restituire un ritmo più umano e profondo al nostro andare.

Fonti e riferimenti bibliografici:

Documentazione storica e aggiornamenti disponibili sul sito ufficiale: Abbazia di Rodengo

Riferimento cronologico su Padergnone: Enciclopedia Bresciana


Il Chiostro della Cisterna dell'Abbazia Olivetana di Rodengo Saiano con il pozzo centrale in ferro battuto, i portici ad archi e la pavimentazione in ciottoli.
Il Chiostro della Cisterna nell’Abbazia Olivetana di San Nicola a Rodengo Saiano, con il caratteristico pozzo in ferro al centro della corte ciottolata.


Claudio Pelucco
Fondatore di Franciacortino
Racconto la Franciacorta in bici, pedalando lentamente tra storie, strade e dettagli.

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