La Santissima di Gussago: un simbolo della Franciacorta dalla comunità per la comunità.
Franciacortino passa da qui!

In sintesi
Oggi il Grande Giro scorge uno dei simboli più iconici della Franciacorta: la Santissima di Gussago. Dall’alto del colle Barbisone, questo complesso domina con eleganza l’abitato e i paesi limitrofi. Il fascino che emana è il frutto di una storia secolare che l’ha vista trasformarsi da chiesa di comunità a convento domenicano, fino a diventare una dimora nobiliare. Ho avuto il piacere di scoprire questo luogo accompagnato prima da Linda Peli e successivamente da un membro del Gruppo Sentieri Gussago volontari protezione civile, l’associazione che se ne prende cura con dedizione. Il percorso di Franciacortino non transita nelle sue immediate vicinanze, ma la svela già da Castegnato, permettendo di ammirarla più da vicino entrando in Gussago da via Giulio Togni e proseguendo su via Sale. Il segmento di oggi si spingerà poi verso Cellatica, fino a raggiungere la località Fantasina.
La scheda:
Dalla chiesa di Santa Maria alla “Fantasina”.
Lasciato il territorio di Castegnato, ci si immette in via Cavezzo e via Togni: due strade secondarie immerse nella campagna che guidano verso Gussago. È proprio al termine di via Togni, poco prima di imboccare via Sale, che il paesaggio cambia volto: lo sguardo viene catturato dalla maestosità del Colle Delma (propaggine del monte Barbisone) che svetta sulla sinistra. Da questa posizione privilegiata, si può ammirare da vicino il profilo inconfondibile della Santissima, che con la sua silhouette merlata domina l’intero orizzonte gussaghese.
Da via Sale, il percorso si fa più sinuoso man mano che ci si avvicina al confine con Cellatica. L’itinerario attraversa l’omonimo borgo storico, al quale si accede costeggiando il fascino antico di Palazzo Caprioli, per poi svoltare immediatamente a destra in via Santo Stefano Martire.
Il tracciato prosegue oltre la collinetta del cimitero, addentrandosi nell’abitato con una serie di passaggi rapidi: si svolta a sinistra in via Trieste, a destra in via Genova, ancora a sinistra in via Donatori di Sangue e infine a destra in via Pianette.
Procedendo dritti, ci si immette sulla strada Vicinale Torrente Canale, che qui coincide con il suggestivo tracciato della Ciclovia delle Sorelle (Brescia-Bergamo). Al termine della ciclabile, un’ultima deviazione a destra su via Dott. G. Zappa e una rapida svolta a sinistra in via dei Prati conducono alla località Fantasina. Qui termina la tappa odierna; da questo stesso luogo riprenderemo il cammino nel prossimo capitolo del nostro viaggio.
Tocca la mappa per attivarla

La Santissima – origini e rinascita nel segno della comunità.
Simbolo inconfondibile di Gussago, la Santissima vanta una storia secolare: nata come chiesa di comunità, si trasformò in convento domenicano nel XV secolo per poi divenire, nell’Ottocento, l’elegante dimora nobiliare di Paolo Richiedei. Fu proprio tra queste mura che trovò ispirazione il pittore Angelo Inganni. Dopo il declino nel secondo dopoguerra, la rinascita è iniziata nel 2010 con il riacquisto da parte del Comune di Gussago, che ha avviato un meticoloso restauro sostenuto con passione dal volontariato locale.
La vera peculiarità della Santissima risiede nella sua genesi di chiesa civica, un edificio sacro nato per volontà e sotto il patrocinio della comunità stessa. Questo concetto si lega strettamente al diritto di giuspatronato, un istituto giuridico medievale di fondamentale importanza per molte chiese della zona: la comunità, o una famiglia nobile, godeva del diritto di nomina dei sacerdoti e della gestione del bene in cambio del sostentamento della struttura. Un legame civile, prima ancora che religioso, storicamente attestato sin dal primo documento ufficiale: l’11 gennaio 1460 un’indulgenza di Papa Pio II descriveva infatti l’edificio come piccola chiesa di giuspatronato della comunità locale.
Il restauro della Santissima ha seguito un doppio binario, strutturale e affettivo, sostenuto dal successo nella campagna nazionale dei Luoghi del Cuore FAI. Simbolo di questa rinascita è il ciclo di affreschi del presbiterio: le opere, attribuite a Paolo Caylina il Giovane, rappresentano un’eccellenza del Rinascimento bresciano e sono state interamente recuperate durante i lavori di consolidamento della struttura.
Oggi, grazie alla sinergia tra il Comune di Gussago e le associazioni locali la Santissima è stata consacrata come un vibrante polo culturale. Non è più solo un monumento da osservare con rispetto dal basso, ma un luogo vivo che attraversa una vera e propria “seconda giovinezza”, capace di coniugare sapientemente la conservazione storica con la fruizione quotidiana.
Questa rinascita si traduce in iniziative concrete che rendono il complesso una terrazza sulla Franciacorta dove l’arte incontra la forza del volontariato:
– A partire da febbraio 2026, la struttura tornerà accessibile grazie a un calendario di aperture regolari ogni prima domenica del mese (escluso agosto). Le giornate, curate dalla neonata associazione ‘Santissima nel Cuore’, prevedono l’ingresso libero senza prenotazione, visite guidate e un piccolo punto ristoro a disposizione dei visitatori.
– Nuovi Restauri (Fondi FAI): Proprio in questi giorni (gennaio 2026), è stato confermato un importante stanziamento di 35.000 euro da parte del FAI – I Luoghi del Cuore. Questi fondi saranno destinati al completamento del restauro degli apparati decorativi interni e al delicato consolidamento della torre, rimasta danneggiata in passato da un fulmine.
– Valorizzazione del Territorio: Il Periplo della Santissima e il parco circostante sono oggi totalmente accessibili e curati con dedizione dai volontari locali. È la conferma definitiva di quel legame profondo tra comunità e monumento che rende questo luogo un unicum nel panorama franciacortino.

Fondatore di Franciacortino
Racconto la Franciacorta in bici, pedalando lentamente tra storie, strade e dettagli.


